La Scuola va in Montagna 2014-2015

L’OTTAVA MERAVIGLIA: LA MONTAGNA

di Alessio Bormolini Classe 4C

Saggio breve realizzato in seguito all’esperienza “La scuola va in montagna”, 22-25 settembre 2015.

Avete mai provato a giungere in cima ad una vetta, fermarvi e osservare in silenzio la meraviglia che vi circonda? Fidatevi, è un’esperienza unica, un misto di paura e senso di onnipotenza. In una parola, è una cosa sublime. Non sempre però l’uomo ha avuto le possibilità e il desiderio di provare queste emozioni: per millenni, infatti, montagne, vulcani, foreste e deserti hanno suscitato timore e sgomento ed erano quindi evitati. La loro terribile maestosità li rendeva luoghi di morte, ritenuti abitati da creature misteriose e temibili. Questi luoghi erano quindi visitati solo per necessità, per motivi commerciali o militari.

A partire dal ‘700, tuttavia, l’uomo ha cominciato a percepire la paura in modo diverso. Il senso del limite si trasformò, nella scienza come nell’esplorazione della natura, in una sfida da vincere. L’uomo cominciò così a raggiungere le cime dei monti e a piantare bandiere nei luoghi più inospitali del nostro pianeta.

Oggi sono molti gli sport cosiddetti “estremi”, dove si fa leva (anche commercialmente) su quello stesso senso di orgoglio e di sfida ai limiti naturali. L’alpinismo è uno di questi. Sono tanti gli aspetti positivi che questo sport racchiude: conoscenza e rispetto, esaltazione dello spirito di gruppo, fatica della conquista…il fascino di raggiungere la cima di una montagna è qualcosa di impagabile.

Bisogna stare attenti però a non oltrepassare certi limiti: un esempio è quello della pratica dell’eliski, con la quale si viene trasportati con un elicottero fino alla cima di una montagna, per poi godersi la discesa, senza alcuna fatica. Qui tutti i valori positivi dell’alpinismo sono ribaltati: la fatica non c’è più, il desiderio è subito soddisfatto. E la montagna, a volte, non perdona questi eccessi.

La montagna ci “educa”? Certo che sì. Le tragedie che purtroppo accadono ci riportano continuamente con i piedi per terra, costringendoci a riconoscere che non possiamo essere noi a dettare legge sul terreno della montagna: la sua sublimità rimane ancora un mistero da gustare senza pretendere di riuscire a contenerlo.


LA MONTAGNA CI EDUCA

Con il progetto "La scuola va in montagna" 2015, organizzato dalla “Fondazione Luigi Bombardieri” e dalla “Fondazione Gruppo Credito Valtellinese”, 22 studenti di 4^C del Liceo scientifico C. Donegani di Sondrio e 14  di 4^A del Liceo scientifico L. Da Vinci di Chiavenna, con i loro professori, rispettivamente Mariella Londoni e Felice Del Giudice, Andrea Grassi e Gabriela Patrini, hanno trascorso quattro giorni in Valfurva a quota 2200m presso il rifugio Forni.

Nel percorso di avvicinamento al rifugio, i ragazzi hanno fatto sosta al giardino botanico Rezia a Bormio, dove hanno potuto osservare le varie specie di fiori e piante che popolano le nostre Alpi e scoprire informazioni nuove e interessanti grazie alle esaustive spiegazioni della guida, una gentile dottoressa in botanica alpina.

Giunti a piedi da Santa Caterina al Rifugio Forni, i 36 studenti hanno esperito le tecniche dell’arrampicata con l’ausilio di una guida alpina.

I quattro intensi giorni sono stati scanditi sia da lezioni teoriche sull'ambiente montano, (sicurezza, orientamento, cartografia,  filosofia della montagna, astronomia,  glaciologia e  turismo sostenibile, tenute dagli esperti del CAI, dal direttore del Parco Nazionale dello Stelvio Wolfgang Platter, dai sig. Gualzetti, Tognini e Pelucchi del CAI, dai loro prof. accompagnatori e dal giovane preparatissimo Mattia Ortelli, studioso, alpinista e coordinatore dell’organizzazione), sia da escursioni al rifugio Branca e nei dintorni poiché la prima neve, caduta con una certa abbondanza, ha impedito l’accesso al rifugio Pizzini.

Un problema è stato sviluppato particolarmente, quello dell'arretramento dei ghiacciai, fenomeno ben visibile anche dal confronto con fotografie di alcune decine di anni fa con la realtà attuale, sia per il ghiacciaio dei Forni, osservato da vicino, sia in altre aree, nell’intero Parco Nazionale dello Stelvio e nelle montagne del Caucaso. La riflessione ha contemplato gli svantaggi e i rischi che esso comporta, ad esempio la minore disponibilità idrica per l’intero pianeta.
Con la visita al museo vallivo di Valfurva i giovani studenti, reduci dal rifugio, hanno scoperto il modo di vivere delle persone prima dell'avvento della tecnologia e della modernità: un tuffo nella vita tradizionale dei nostri avi. Al ritorno i ragazzi hanno osservato da vicino l’ambiente attuale prodotto dalla frana della Val Pola, quando il Monte Coppetto si è staccato ed è sceso a valle nel luglio 1987 portando morte e rovina per il borgo di Sant’Antonio Morignone.


La scuola va in montagna è esperienza positiva sotto tutti i punti di vista. Studenti e insegnanti si sono sentiti solidali, informati e formati, coinvolti, trasformati, capaci di cogliere se stessi, gli altri e il territorio in modo nuovo e più consapevole, come ha scritto in un saggio breve uno studente della classe 4C


 

 
 
Scuola di Alpinismo Giovanile della Provincia di Sondrio "Luigi Bombardieri - Nicola Martelli"
Nel 2011, su iniziativa delle sezioni del Club Alpino Italiano Valtellinese e Valmalenco e della Sottosezione di Ponte in Valtellina, nasce la Scuola di Alpinismo Giovanile della Provincia di Sondrio "Luigi Bombardieri".
Nel 2012 aderisce anche la Sezione di Morbegno.
Nel 2015, ad un anno esatto dalla scomparda dell'Accompagnatore Nazionale di Alpinismo Giovanile Nicola Martelli, promotore delle attività giovanili nella Sezione Valtellinese prima e nella Scuola poi, la stessa è intitolata anche a Suo nome.
Nasce così la Scuola di Alpinismo Giovanile della Provincia di Sondrio "Luigi Bombardieri - Nicola Martelli".

Riferimenti:
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Allegati:
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Conoscere il paesaggio
altCorso per docenti delle scuole superiori della Provincia di Sondrio
Anno 2004-2005

Il CD è interametne consultabile online cliccando QUI

Organizzato dalla Fondazione Luigi Bombardieri
con la Fondazione Gruppo Credito Valtellinese

Il corso si è proposto, attraverso un ciclo di lezioni supportate da escursioni sul campo, di fornire ai docenti gli strumenti per leggere il nostro paesaggio, conoscerne gli aspetti costitutivi ed individuarne i valori.
La finalità dell’iniziativa è stato di promuovere l’attivazione nelle scuole della provincia di Sondrio di “ laboratori didattici”sul paesaggio”,gestiti dai docenti e rivolti agli studenti, affinchè i giovani acquisiscano una personale coscienza e consapevolezza del valore dei nostri paesaggi e diventino convinti e motivati attore della loro tutela futura.
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Scuola di Alpinismo e Scialpinismo Luigi Bombardieri
Link al sito>>
Il consiglio direttivo della Sezione Valtellinese del C.A.I., nel 1960, istituì la Scuola di Alpinismo e la intitolò a Luigi Bombardieri, affidandone la direzione a Celso Ortelli, consigliere, che aveva frequentato la prima parte del Corso Nazionale per Istruttori di Alpinismo.
Nel 1956 era sorto il gruppo intitolato a “Peppo Perego”, giovane promessa dell’alpinismo valtellinese, medaglia d’oro, caduto nella ritirata di Russia.
Era formato da giovani alpinisti, capeggiati da Celso Ortelli, che in pochi anni avevano accumulato una grande esperienza e dimostrato le loro capacità cimentandosi in numerosissime ascensioni di grande difficoltà. Il neo direttore della scuola, con questi amici alpinisti, potè mettere assieme uno staff di “istruttori sezionali” molto preparati e affiatati. L’organico della scuola, alla sua fondazione, era così costituito:
Direttore: Celso Ortelli; Vice Direttore: Tullio Speckenhauser; Istruttori: Piero Antonucci, Lorenzo Banfi, Enrico Lenatti; Segretario: Bruno De Dosso.
Il programma prevedeva:
“Parte teorico-culturale: equipaggiamento, alimentazione, pronto soccorso, flora, fauna, orientamento e lettura delle carte topografiche e problemi dell’alpinismo in generale, da tenersi presso la sede in altrettante lezioni”;
“Parte tecnico-pratica:... applicazione pratica degli elementi appresi durante le lezioni teoriche di tecnica alpinistica da tenersi in sei uscite di domenica in luglio e agosto”.
A questo primo corso seguirono, uno all’anno, tutti gli altri fino a oggi.
Celso Ortelli ottenne l’anno dopo il titolo di Istruttore Nazionale di Alpinismo (I.N.A.) e Tullio Spe-ckenhauser, in seguito, divenne Accademico del C.A.I. (C.A.A.I.).
Pian piano altri alpinisti frequentarono i corsi nazionali e regionali e diventarono istruttori regionali (I.A.) e nazionali (I.N.A.) di alpinismo.
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